Piano Sanitario Regionale lodevole….ma

27 Giugno 2008

Il Piano Sanitario propone cambiamenti molto validi,ma l’innovazione passare anche dall’ambiente di lavoro,perchè la qualità dei luoghi di lavoro è la strada migliore per avere servizi migliori e a basso costo e per proporne altri di grande qualità.
La realizzazione di un ambiente di lavoro che sia in grado di mettere i dipendenti nelle migliori condizioni per lavorare,regalando,inoltre,stimoli e motivazioni continue a chi lavora è la forma più autentica e semplice di cambiamento.Carlo

Qualcuno prova ad esserci

23 Giugno 2008

Ci siamo ma devo dire che il blog è uno strumento per dibattiti veloci e rapidi e forse mal si accosta ad un tema così complesso come il piano sanitario regionale.

Per chi ha chiesto se ci siamo, beh ci siamo ma non ho capito per quale domanda.

Di contro stiamo lavorando alla stesura finale, oltre dieci appuntamenti fatti nelle varie zone della Toscana hanno coinvolto oltre duemila partecipanti, abbiamo raccolto tanta ricchezza di spunti e di proposte e il piano ne risulterà modificato, così come inoltro da oggi tutte le proposte arrivate adottandole come miei emendamenti.

Niente si perderà, anche se poco partecipato questo è un primo esperimento che è stato accompagnato da tante classiche forme di contatto.

Ci siamo se mandate commenti vi ascoltiamo

Fabio Roggiolani

C’è Nessuno ???

17 Giugno 2008

Ma questo blog viene letto da chi lo ha creato ???

“Domandare è lecito, rispondere è cortesia”

rimaniamo in attesa …

Le delibera GRT 116/2008

Da quando la USL 10 è diventata esperta di “raccordi interistituzionali” ???

14 Giugno 2008

Mi rendo conto che non è proprio attinente al PSR ma attiene e molto al “sistema” e al suo corretto funzionamento.

ma non sono già attivi gruppi di lavoro sul tema ? e Federsanità ? e l’Anci ? e se proprio bisogna “studiare” non  c’è già l’ARS, il MES, il WISS, 3 Università, ecc. ecc. ???

Atto: Delibera n. 116 del 18/02/2008

Ufficio: DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA’

Oggetto: Governo dei servizi socio-sanitari territoriali: elaborazione sperimentale di strumenti di raccordo interistituzionale con il supporto dell`azienda usl 10 di Firenze

i Comitati delle Dipendenze

14 Giugno 2008

perché istituire i Comitati delle Dipendenze quando già esistono (o dovrebbero esistere …) i tavoli zonali organizzati e coordinati dalla Società della Salute ??? La programmazione e il controllo è una prerogativa delle SdS e non delle USL. Il rischio è che si creino doppioni con la conseguenza di “delegittimare” o l’uno o l’altro.

Ora si comincia

11 Marzo 2008

Adesso la bozza di piano è pubblicata, ora è il momento del Consiglio Regionale nella discussione, valutazione  eventuale modifica ed approvazione definitiva di questo importantissimo atto.

Anche per il blog, partito bene e poi di fatto rimasto in stand by, è ora di riaprire la discussione a cui non mancherò di partecipare ogni giorno.

Abbiamo iniziato la discussione del piano la scorsa settimana con due iniziative svoltesi ad Arezzo e Pitigliano, nella prima abbiamo fatto partire il confronto con infermieri, ostetriche, tecnici insomma tutto il cosiddetto comparto, ovvero la pietra angolare su cui si fonda la sanità Toscana.

Senza nulla togliere al ruolo foindamentale della classe medica non c’è dubbio che questi sono gli anni di un nuovo protagonismo delle professioni sanitarie e della loro assunzione di ruolo e responsabilità, diventa quindi sempre più necessario ridisegnare ruoli e funzioni. Un infermiere sempre più medico, un medico sempre meno infermiere un nuovo protagonismo nel rapporto con il malato anche dei ruoli sanitari non professionali o laureati.

Insomma ad ognuno il suo ruolo in una ottica diu valorizzazione della scienza scritta e concreta, della rinascita di un rapporto con chi è addetto alla cura che non delega il suo ruolo alle pur importanti macchine  per gli esami  e che ridà ruolo all’indagine, all’ascolto del paziente e al valore del dialogo e della stimolazione della capacità di autoguarigione che è sopita in ognuno di noi.

Nella iniziativa di Pitigliano abbiamo invece fatto finalmente partire il progetto del primo ospedale in Italia di medicina integrata, dove verranno messe a disposizione dei pazienti in ogni reparto sia la medicina classica come la conosciamo assieme alle medicine complementari (agopuntura omeopatia nelle sua varie proposte, e fitoterapia) e alle discipline bio naturali.

Ecco la libertà in medcina alla Toscana non semplicemente la dicotomia pubblico privato in cui noi abbiamo scelto di mprivilegiare l’offerta pubblica ma la libertà di scelta terapeutica su cui già il consiglio si era espresso con voto unanime approvando la legge sulle medicine complementari ed ora la giunta grazie alla iniziativa dell’Assessore Rossi si muove con determinazione e coerenza.

Fabio Roggiolani

LEA domiciliari

8 Marzo 2008

In riferimento al piano sanitario regionale, volevo sollecitare un dibattito sui nuovi LEA domiciliari, come previsti sal SSN, e come questi verranno recepiti dalla Regione Toscana.

Io mi occupo di riabilitazione domiciliare e vorrei capire come si intendono attuare i  PAI domiciliari, soprattutto in riferimento alle esigenze dei pazienti/utenti.

Lorenzo Cozzari

a sei anni si muore

15 Dicembre 2007

è possibile?  si è possibile. Questa è la risposta che ci dobiamo dare e in tutti i programmi e le pianificazioni del piano sanitario regionale l’ imponderabile non è programmato. Però voglio fare una domanda ed avere una risposta. Perchè un bambino chirurgico deve essere assistito in pediatria? Se fosse stato ricoverato in otorino all’attenzione della” specializzazione ”  sarebbe successo l’imponderabile? Ho utilizzato questo spazio  perchè lo vedo  fermo ai mesi scorsi per cui non è più di interesse pubblico. Vorrei che tutti si parlasse di Federico Patania , anche gli addetti ai lavori, perchè vorrei capire o meglio vogliamo capire se si è trattato di una fatalità.

Pistoia

Pazienti affetti da patologia neuromotoria.

19 Ottobre 2007

Sono un operatore sanitario e mi occupo di NeuroOrtopedia Pediatrica.

Nel precedente Piano sanitario esistevano pochi o punti riferimenti ai pz. in età infantile affetti da disabilità neuro-motorie.

Mi sono messo nei panni dei genitori di tali piccoli pz. che, leggendo gli articoli del precedente piano, avessero cercato quali erano le Strutture Sanitarie a livello Regionale a cui fare riferimento.

Non avrebbero trovato niente.

E’ importante che il nuovo Piano sanitario 2008-2010 indichi le future strategie sanitarie regionali, ma è altrettanto importante che una di queste strategie sia l’assoluta chiarezza ed evidenza dei percorsi.

Esistono nella nostra Regione Strutture di eccellenza che non sono conosciute o sono conosciute soltanto da una stretta cerchia di Operatori che si occupano di quello specifico settore.

Propongo quindi che Specialità per Specialità, all’interno di ciascuna Area Vasta, siano esplicitati nel nuovo Piano gli itinerari di cura per le patologie principali, di cui quelle dell’infanzia con handicap devono essere assolutamente prioritarie per un problema di civiltà e di democrazia sanitaria.

Andrea Cavaciocchi - Ortopedia Pediatrica Osp.Prato Az. n.4

acavaciocchi@usl4.toscana.it

” Ospedale si cambia”

17 Ottobre 2007

addio ai vecchi reparti sperimentazione per intensità di cure ” questo si legge sulla cronaca Pescia Valdinievole. Dall’articolo e dalla programmazione si capisce  che al paziente gli serrvirà un navigatore satellitare e un tutor per ritrovare il percorso assegnato con tanti auguri che ritrovi quanto prima la strada di casa. Che dire niente è d’obbligo accettare il cambiamento ma credo che si rivelerà molto difficile per le macroscopiche disomogeneità di cui è affetto il nostro servizio sanitario.

Tanto dovevo  Isa